Un ritorno importante e peculiare, come è giusto per un progetto unico: Fast Food è il nuovo disco di Lamine, il progetto di Viviana Strambelli.
L’avventura musicale e artistica di Lamine riprende con un album che colleziona frammenti, che collega insieme progetti sonori interrotti, li rielabora e ne ottiene un tutto coerente e coeso. Che utilizza “scarti” per farli diventare arte, come è Lamine stessa a raccontare:
Useremo tutto.
Gli scarti.[Ritorno a capo del testo]I frammenti.[Ritorno a capo del testo]La velocità.[Ritorno a capo del testo]L’artificio.[Ritorno a capo del testo]Anche ciò che ci disturba e ci consuma.[Ritorno a capo del testo]Anche ciò che non è puro.
Non difendiamo i mezzi.[Ritorno a capo del testo]Li usiamo per difenderci.[Ritorno a capo del testo]Se qualcosa può far passare quello che siamo,[Ritorno a capo del testo]allora può essere usato.[Ritorno a capo del testo]Anche contro se stesso. Anche contro noi stessi.
Non cerchiamo la verità dei materiali,[Ritorno a capo del testo]ma la verità di ciò che passa attraverso di essi.
Perché c’è una cosa sola che non si negozia:[Ritorno a capo del testo]la necessità di dire.
Fast Food nasce quando qualcuno prova a toccare la sorgente[Ritorno a capo del testo]da cui nascono le parole.[Ritorno a capo del testo]E le parole non si confiscano
C’è una necessità di comunicazione fortissima alla base di un disco stratificato, resistente anche a dispetto di se stesso. E c’è la voce di Lamine che tiene insieme tutto, con poesia e con una fragilità che si fa durezza adamantina.
Fast Food non è adesione, non è provocazione.[Ritorno a capo del testo]È una strategia di attraversamento.
In un sistema che consuma, accelerando,[Ritorno a capo del testo]noi acceleriamo per far passare ciò che resiste.[Ritorno a capo del testo]In un sistema che chiede forme riconoscibili,[Ritorno a capo del testo]noi usiamo le forme come veicoli, non come identità.
Fast Food difende una sola cosa, non negoziabile:[Ritorno a capo del testo]la necessità di dire come diritto assoluto, non come privilegio.
Tutto il resto è mezzo.[Ritorno a capo del testo]Tutto il resto è materia.[Ritorno a capo del testo]Tutto il resto può essere usato.
Crediti
Lamine – voce, chitarre, violini[Ritorno a capo del testo]Francesco “Fuzzy” Fracassyi – produttore
Andrea Ciccorelli – illustrazioni
Alida Pintus – illustrazioni
Registrato al Quadraro Basement (Roma)
Traccia per traccia
Tritacarne [Ritorno a capo del testo]Il centro emotivo del disco. Un corpo attraversato, trasformato, che diventa paesaggio. Tritacarne parla di resistenza silenziosa, di cura, di una forza che continua a esistere anche quando sembra esaurita. La luna accompagna e osserva: non giudica, resta. È una canzone sulla rinascita senza retorica.
Secondo disco [Ritorno a capo del testo]Tra ironia e disincanto, racconta il peso del “dopo”, quando si è già visto troppo ma si sceglie comunque di restare. È il punto di partenza di un disco che rifiuta l’idea di percorso lineare e accetta la frattura come condizione creativa.
Pentothal[Ritorno a capo del testo]Ispirato all’immaginario di Andrea Pazienza, è uno dei brani più visionari del disco. Un personaggio cammina dritto, senza guardarsi intorno, mentre il mondo crolla come in un gioco infantile. Girotondo racconta la corsa cieca verso un muro invisibile, tra fede, disincanto e collisione finale.
Roma [Ritorno a capo del testo]Roma è un organismo vivo, lontano da ogni mitologia. La città diventa spazio di attraversamento quotidiano, luogo di stanchezza e ripartenza. Roma racconta ciò che resta quando una battaglia finisce: un equilibrio fragile, ma necessario, tra luce e sopravvivenza.
iononhoundio[Ritorno a capo del testo]Una preghiera laica e minimale. Il punto di vista è quello di chi resiste per centimetri, cercando una forma di salvezza terrestre. Qui Dio non è un’entità, ma un bisogno essenziale: essere visti, essere amati. Un brano che parla di solitudine senza compiacimento.
Tu spezzi le ali agli angeli la mattina
Il brano più diretto e rabbioso del disco. Un attacco frontale a chi neutralizza la poesia, a chi spezza ciò che è fragile per esercitare potere. Il linguaggio è duro, necessario, privo di filtri. Scimpanzé è un atto di difesa della creazione.
Chi è LAMINE
Lamine è il progetto artistico di Viviana Strambelli, cantautrice e interprete italiana. La sua scrittura si muove in un territorio in cui parola, voce e dimensione performativa sono centrali, con una particolare attenzione all’intensità interpretativa e al valore espressivo del testo.
Prima di dedicarsi alla musica, Viviana Strambelli intraprende un percorso nel mondo dell’arte come attrice. Lavora al cinema con registi e interpreti quali Ken Loach, Antonio Albanese, Valerio Binasco e Lucio Pellegrini, e prende parte a diverse produzioni televisive, tra cui “Questo nostro amore” e “Il Commissario Manara”, trasmesse su Raiuno. L’incontro con la musica segna una svolta nel suo percorso artistico: nel 2018 si classifica terza a Genova per Voi, talent dedicato agli autori.
Nasce così Lamine, progetto che le consente di esprimersi attraverso le proprie parole e la propria voce. Il 2019 rappresenta un anno particolarmente significativo: ottiene il Premio della Critica e il riconoscimento per la Miglior Interpretazione al Premio Bianca D’Aponte, vince il Premio Fabrizio De André, si classifica terza al Premio Bindi e raggiunge la semifinale a Musicultura. Nel 2020 viene selezionata per 1M NEXT al Concerto del Primo Maggio di Roma.
Parallelamente all’attività discografica, Lamine sviluppa una forte dimensione live, in cui la componente teatrale e interpretativa assume un ruolo centrale. Il suo lavoro ha ricevuto attenzione da parte di numerose testate nazionali e di settore.“Fast Food” esce il 28 gennaio 2026.


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